martedì 5 aprile 2016

LE MILLE OPPORTUNITA’ DELLO SPORT

Molti di noi sono erroneamente abituati a considerare lo sport solo come uno strumento di svago ad appannaggio di persone in forma, invece le possibilità che lo sport offre possono essere inaspettate e sorprendenti.

Lo SPORT è strettamente correlato alla salute che è il primo e più importante aspetto del welfare e può essere sensibilmente migliorata grazie all'attività fisica. I dati scientifici supportano tale stretta relazione ed evidenziano che coloro che effettuano regolare e corretta attività sportiva riducono sensibilmente il rischio di patologie cardiache, tumorali e derivanti dall'invecchiamento. 

Quindi sensibilizzare i cittadini sui benefici dell’attività fisica significa anche ridurre la spesa a carico del Servizio sanitario nazionale. Ma mentre questa spesa viene gestita dallo Stato e dalle Regioni, quello dell’impegno sullo sviluppo delle attività sportive può far parte della politica di un comune. Lo sport esprime civiltà, cultura, linguaggio, coesione sociale, capacità di raggiungere degli obiettivi e di ritornare su se stessi ed esprime soprattutto una specifica vocazione territoriale. 

Come sport non intendiamo, come avvenuto recentemente, feste e aperitivi che utilizzano “location” sportive vuote (vedi il Palazzetto polifunzionale) o passivamente gestite (vedi Piscina del Belvedere) ma una attiva programmazione di sviluppo e sinergia delle realtà locali che purtroppo negli ultimi cinque anni sono spesso emigrate (pallavolo) se non addirittura scomparse (rugby) dal territorio Alpignanese.

Regole e sport, legalità e gioco sono concetti estremamente legati tra loro. Nello sport, come in qualunque società, ci sono regole condivise e rispettate ed in questa prospettiva lo sport si inserisce come strumento di lotta alla disonestà, all'illegalità, a ogni tipo di mafia, in un’epoca storica in cui essa, per adescare i giovani, finisce per investire proprio nelle attività sportive, attraverso la gestione di società dilettantistiche e semi-professioniste, impianti sportivi e scommesse clandestine. 

Lo Sport può diventare anche una potente calamita turistica. In tutto il mondo il turismo sportivo negli ultimi dieci anni è cresciuto costantemente riqualificando spesso zone poco sviluppate dall'economia tradizionale o in via di abbandono a causa delle trasformazioni produttive che hanno colpito anche Alpignano. 

Lo sport è anche strumento di “ingegneria sociale” per interventi socio-educativi, di recupero e di inserimento sociale rivolti a ragazzi e minori a rischio, ai disabili ed agli anziani. 

Possiamo quindi concludere che lo sport è un potente strumento al servizio delle politiche di welfare. Può aiutare a superare l’individualismo dilagante valorizzando gli esempi di generosità e associazionismo, svuotandolo però dagli interessi propagandistici che spesso la politica (quella cattiva) utilizza. 

Ultima considerazione, ma non ultima per importanza, è che fare sport ci fa vivere molto ma molto meglio.

Paolo Giacomino

CINQUE COSE CHE FORSE NON SAPETE SU COME SI PRODUCE E IMPORTA L'ENERGIA IN ITALIA


Forse non tutti sono bene informati sulla politica energetica dell'Italia.


Ecco 5 domande a cui non è detto che sappiamo rispondere ed al fondo il link ad un articolo utile per poterne discutere in maniera informata (da ilPost.it)

  1. Da dove arriva l’energia che usiamo in Italia?
  2. E quella che produciamo in Italia?
  3. E il petrolio?
  4. Che impatto avrà il referendum del 17 aprile?
  5. Quanta energia è prodotta da fonti rinnovabili?

continua a leggere sul POST

lunedì 4 aprile 2016

dei PROGRAMMI ELETTORALI - PROGRAMMA DaRonco 2011-2016


Il programma proposto dall’attuale sindaco Gianni Da Ronco, appoggiato da SEL e dalla lista civica Alpignano Democratica, prevedeva 7 linee guida e circa 70 punti specifici suddivisi in 16 argomenti.


Queste le linee Guida
  1. Ottimizzazione e implementazione dei servizi alle famiglie, tipiche e di fatto o di genitori separati e/o divorziati per la scuola, la salute e gli anziani
  2. Dialogo e collaborazione con i giovani per promuovere e creare soluzioni utili al loro sviluppo umano e culturale
  3. Servizi di mobilità integrata gomma, rotaia, metrò
  4. Ottimizzazione della viabilità in collaborazione con Provincia, Anas e Regione
  5. Ricerca di opportunità per lo sviluppo sul territorio delle attività produttive per l’impiego a km zero
  6. Miglioramento dei rapporti e collaborazione fattiva con tutte le attività commerciali al fine di produrre servizi utili ai Cittadini
  7. Offerta di attività culturali e sportive per il tempo libero in collaborazione con gli operatori culturali e sportivi sia del territorio che al di fuori di esso.

I Capitoli su cui si realizzavano tali linee erano:
  1. LE POLITICHE GIOVANILI
  2. LE DONNE
  3. LA FAMIGLIA
  4. LE POLITICHE PER GLI ANZIANI
  5. “HANDICAP” E POVERTA’
  6. POLITICHE ABITATIVE – LA CASA
  7. POLITICHE SOCIALI
  8. IL COMMERCIO E LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
  9. LA CULTURA E LE TRADIZIONI
  10. LA SCUOLA
  11. LO SPORT
  12. PIANO REGOLATORE
  13. POLITICHE DI BILANCIO
  14. LA TUTELA DEL TERRITORIO
  15. VIABILITA’ E TRASPORTI
  16. ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E SERVIZI COMUNALI


Non ci troviamo specificatamente nel classico esempio di programma “lista della spesa” in quanto una “visione” della Alpignano desiderata risulta presente almeno nelle premesse ma la notevole quantità dei punti comporta che la “lista” finisce inevitabilmente per prevalere sulla visione finale.


A meno di due mesi dalle elezioni quanto e cosa è stato rispettato?

ecco il LINK al programma DaRonco


DUE COSE SUL REFERENDUM DEL 17 APRILE


prima cosa - dobbiamo ANDARE A VOTARE!
sia che si pensi di votare SI' che di votare NO.
Andare a votare è un diritto/dovere ed un modo di essere società civile partecipe delle cose che ci riguardano come cittadini. Quello dell'energia è un campo di cui magari conosciamo poco ma che fa abbondantemente parte della nostra vita. Consumiamo energia (quanta? come?) ed utilizziamo quotidianamente mezzi ed oggetti che esistono e funzionano grazie all'energia.
seconda cosa - dobbiamo INFORMARCI. 
Soprattutto leggendo documentazione che potrebbe essere diversa dai nostri pre-giudizi (nel senso di giudizi che abbiamo prima di esserci informati) in quanto solo attraverso il confronto con il "diverso" possiamo nutrire la nostra conoscenza cambiando opinione o rafforzandola.

In questi giorni purtroppo ho avuto modo di trovare sul web una serie di affermazioni (spesso sotto forma di slogan) che sono assolutamente devianti e false:

Votando SI' si fermano le trivellazioni - FALSO - votando SI' si blocca la possibilità di rinnovo delle concessioni esistenti entro le 12 miglia marine. Attualmente le concessioni sono 66 di cui 21 entro le 12 miglia (pari all'1,1% del fabbisogno nazionale). dal 2009 non si possono più dare concessioni entro le 12 miglia marine. Le 21 concessioni esistenti quindi termineranno alla fine dell'attuale concessione cioè la prima fra due anni e l'ultima fra 10 in quanto le concessioni fino ad oggi erano date una prima volta per 30 anni rinnovabili successivamente di 10, poi 5, poi ancora 5 e poi fino ad esaurimento giacimento). Continueranno ad operare le trivelle delle concessioni oltre le 12 miglia e potranno in tale condizione esserne date altre.

Votando NO si salvaguardano migliaia di posti di lavoro - FALSO - i posti a rischio sono molti di meno (alcuni dicono 700) che potranno però essere assorbiti dalla naturale crescita dell'occupazione nel settore delle energie rinnovabili che sta crescendo negli ultimi anni di circa 1-2%.

Votando SI' si obbliga il governo a percorrere la strada delle energie rinnovabili - FALSO - questa strada è già percorsa dal governo che negli ultimi anni ha portato la percentuale delle rinnovabili in Italia dal 22% al 38%. Personalmente credo che si debba proseguire su questa strada e gli investimenti che il governo ha messo in campo confermano tale intenzione.

chi lo desiderasse approfondire ecco una decina di articoli sull'argomento (suggerisco in particolare il numero 10 apparentemente su un altro argomento):
 1 - guida al referendum (da ilPost)
 2 - come si è arrivati al referendum (da ilPost)
 3 - da Internazionale
 4 - da l'Espresso
 5 - da Il Fatto Quotidiano
 6 - da La Stampa 
 7 - da Openpolis
 8 - da Il Sole 24ore
 9 - da LegAmbiente
10 - perchè NON informarsi su Facebook (da ilPost)
...ed io che farò?
IO ANDRO' A VOTARE E VOTERO' SI'!

dei PROGRAMMI ELETTORALI - dei SOGNI e delle VISIONI - LISTE della SPESA o PARTECIPAZIONE



...e se appena NATI fossero già VECCHI?

Con l’avvicinarsi delle scadenze amministrative è interesse di molti cittadini conoscere i cosiddetti “programmi elettorali”. Le stesse forze politiche si organizzano nel presentare proposte dettagliate e avvincenti.


I programmi elettorali sono generalmente fatti da una lista di azioni che comunemente viene definita “lista della spesa”, essi possono essere guidati da una visione di prospettiva a breve o medio-lungo termine e prevedere o meno una qualche forma di coinvolgimento dell’elettore.

E’ innanzitutto fondamentale ragionare sulla natura del “pubblico” dei programmi elettorali, cioè sugli elettori. 

A quale messaggio è sensibile l’elettore?

E’ evidente che il pubblico elettorale viene sensibilizzato, a seconda del suo ruolo nella comunità, da argomenti specifici della propria quotidianità, ad esempio se ci si rivolge ad un pendolare l’argomento mobilità, trasporti e servizi pubblici diventa qualificante molto di più rispetto al pubblico “stanziale” fatto ad esempio da casalinghe e/o pensionati, probabilmente più interessati ad argomenti relativi al commercio locale o ai servizi sanitari del territorio. A questa considerazione va aggiunta l’estrema mobilità di buona parte della popolazione che vive in una geografia spesso decisamente sovra-comunale (o trans-comunale). Il residente ad Alpignano potrebbe lavorare a Torino, avere figli che vanno a scuola a Pianezza, Rivoli o Collegno e magari una consorte con impegni ad Avigliana; questa ipotetica famiglia nel tempo libero magari fa attività sportiva o ricreativa a Grugliasco, Venaria o in località molto più distanti. L’approccio “programmatico” limitato ad Alpignano diventa quindi davvero poco significativo ma soprattutto poco utile a tale tipo di utenza.

Come conoscere le necessità dell’elettore?

L’intercettazione delle esigenze del pubblico elettorale è da qualche tempo risolta dal ricorso a sondaggi e dal cosiddetto “programma partecipato”. Tale idea si fonda sul fatto di organizzare per quantità (più raramente per qualità) le risposte dei cittadini su vari argomenti. Ne deriva un “programma elettorale partecipato” fatto da tale organizzazione delle risposte. 
E’ questo sicuramente un approccio di attenzione che però rischia di perdere l’idea di una visione di medio-lungo che per sua natura è poco percepita in tempi brevi. Ci aiuta a capire tale situazione il famoso aforisma attribuito ad Henry Ford: “ Se avessi ascoltato i miei clienti, avrei dato loro un cavallo più veloce”. Il forte rischio è quindi di trovarci programmi elettorali che non solo evitano di essere pro-attivi nei confronti dei cambiamenti ma soprattutto rischiano di non essere neppure reattivi col rischio di risultare obsoleti a pochi mesi dalle elezioni.

Come costruire un programma elettorale nell’era dei tumultuosi cambiamenti globali?

Ci troviamo di fronte alla vera sfida politica locale, l’epoca che viviamo comporta che anche a livello locale vengano prese in considerazione le dinamiche sociali trans-comunali che non sono esenti da subire le conseguenze delle trasformazioni globali su lavoro, mobilità e welfare innanzi tutto. Siamo probabilmente ancora in una fase di trasformazione ma mi pare già evidente che la dimensione mono-comunale non sarà (e probabilmente già non lo è ora) in grado di fornire le risposte adeguate alla cittadinanza conservando l’idea (e quindi a seguire il governo) di una trasformazione “visionale” delle nostre comunità locali.

L’attuale frammentazione a livello locale delle forze politiche e sociali, la segmentazione amministrativa, la carenza della cultura del “lavoro di gruppo” applicato alle istituzioni ed alla comunità stessa e le carenti sinergie e integrabilità fra attori pubblici e privati sono i primi e importanti ostacoli, e probabilmente non unici, alla realizzazione di un sistema più efficace ed efficiente in grado di rispondere ai bisogni delle comunità locali e, di conseguenza, del pubblico elettorale.

lunedì 21 luglio 2014

La parola ai cittadini di Alpignano




Questa iniziativa nasce dalla riflessione e dal dibattito che all'interno dei partiti si sta svolgendo sulla rappresentanza democratica e sul rapporto partito-iscritti e partito-elettori. Ispirato da questo tema ho preso una iniziativa personale "sperimentale" di provare a verificare nuove modalità di coinvolgimento dei cittadini e della comunità alpignanese nella costruzione di progetti. Per fare un esempio chiarificatore è come se oggi un cliente (il cittadino) si recasse al ristorante e scegliesse un piatto proposto dal ristoratore (il partito), egli sicuramente farebbe una scelta libera e consapevole ma sarebbe legato a quanto presente nel menù e difficilmente potrebbe avere un piatto non compreso nello stesso ma che soddisferebbe maggiormente i suoi gusti. Allora perché non chiedere al cittadino direttamente gli ingredienti che gradisce?

Questo questionario vuole essere appunto la raccolta degli ingredienti che i cittadini vorrebbero (o quelli che non vorrebbero) sui quali la politica dovrà costruire le giuste ricette. Rappresenta come detto un esperimento ed un primo passo nel tentativo di costruire una nuova modalità di dialogo e dibattito nella nostra comunità che dovrebbe prevedere anche momenti "fisici" di raccolta delle istanze tramite i tradizionali banchetti e non solo la forma "digitale" consentita dai social networks e dalla quale sono partito.



martedì 15 luglio 2014

Il messaggio nella bottiglia del voto - oltre gli steccati


“Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso come un lino a sventolare”

Prendo in prestito l’incipit della canzone di Ivano Fossati non per l’ennesima analisi elettorale ma per una serie di libere considerazioni che vorrebbero essere più suggestioni, stimoli, forse anche provocazioni. Innanzi tutto può capitare che il risultato del voto amministrativo in una sola città diventi mediaticamente il risultato che oscura tutti gli altri, era capitato a Parma ed oggi si ripete a Livorno, Civitavecchia e Bagheria, e personalmente ritengo sia un segnale di una voglia di ridimensionare il successo di Renzi che deriva dall’inconscio timore che il cambiamento possa toccare ognuno di noi, le nostre sicurezze consolidate che potrebbero essere privilegi ad occhi esterni. Penso che il PD possa andare oltre ai sinistri titoli sulle sue sconfitte in una manciata di comuni sia per l’incapacità del M5S di gestire gli effetti delle proprie vittorie sia perché è stato proprio lo tsunami del M5S a forzare quella trasformazione che ha portato il partito di Renzi ad un livello di consenso inimmaginabile.
Provare a descrivere quale PD abbia vinto e quale abbia perso è un lavoro che altri meglio di me sanno fare ma mi sembra evidente che per vincere devi rappresentare una domanda radicale di novità, se gli elettori ti percepiscono come conservatore o addirittura restauratore la speranza di acquisire consenso non può che basarsi su deprecabili tecniche di mercato del voto che, sempre deprecabili per le comunità interessate, lo sono ancor di più in una stagione di risorse tagliate e se attuate non possono che avere prospettive brevi e disastrose per le comunità medesime.
I recenti ballottaggi hanno confermato l’estrema mobilità del mercato elettorale con un astensionismo davvero eccessivo per una legittimazione democratica piena. Non esiste più un elettorato militante o “zoccolo duro” (o almeno la sua consistenza tenderà sempre più all’irrilevanza), non esistono più “roccaforti inespugnabili”, la fedeltà di voto è ancora presente ma l’elettore è sempre più un consumatore che se insoddisfatto del prodotto lo cambia e difficilmente tornerà al “brand” che lo ha deluso, piuttosto finirà ad arricchire il bacino dell’astensione. Non bastano più solo dei candidati credibili senza che abbiano il sostegno di una proposta di innovazione. In questo contesto pochi osservano come proprio nel nord, che fino a poco tempo fa era quasi totalmente governato dalla destra, il PD sta aumentando considerevolmente i consensi e che invece la nostra zona non sembra seguire linearmente questa tendenza faticando a mantenere il primato storico. Le sconfitte di Alpignano, Orbassano e Pianezza di qualche anno fa sono molto simili a quelle già citate di Parma e Livorno. E’ quindi urgente e fondamentale accelerare il processo innescato da Renzi focalizzando l’impegno nella formazione di un nuovo gruppo dirigente portatore di una nuova idea di comunità, di nuovi processi di comunicazione e condivisione che superino le barriere delle vecchie appartenenze, dei confini comunali, dei vecchi statuti organici a strutture statiche e obsolete.
Oggi l’elettore non ha dato un consenso su ciò che è stato fatto, ma sulla possibilità che si intraprenda quella strada di cambiamento, trasparenza ed efficacia che aiuti la comunità ad uscire dalla crisi e con essa contribuisca a far nascere una migliore forma di rappresentanza. 
Faccio quindi appello a tutti i riformisti, soprattutto a coloro che hanno responsabilità amministrative e politiche, ad uscire dagli schemi di “appartenenza”. In particolare ad Alpignano, dove opero politicamente come consigliere comunale, la sfida non sarà quelle di riunificare la sinistra storica da un paio di decenni “sbriciolata” e smarrita, ma quella di “immaginare” la convergenza di nuove energie in una stagione di confronto e di condivisione di progetti comuni che abbia il coraggio di rompere gli schemi consolidati di una sinistra che, se non opera tale rottura,  rischia di apparire all'elettorato esclusivamente come una forza di potere conservatrice.
Personalmente mi impegnerò fino in fondo come facilitatore e promotore di iniziative e proposte che, alla luce di questa visione aperta, consentano anche sul piano locale il cambiamento che i cittadini auspicano e che hanno chiesto dando consenso al Partito Democratico.
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Paolo Giacomino - Alpignano
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